Normativa Autoscuole: Casi Pratici

PREFAZIONE

Le autoscuole, che pure esistono ed operano da quasi un secolo, hanno, in particolare nel corso degli ultimi quindici anni, profondamente modificato la loro struttura e il loro ambito operativo. Tale mutamento è dipeso, principalmente, al riconoscimento di una capacità certificatoria attribuita loro dalla legge. In forza di questa nuovo ruolo, le autoscuole assumono la qualifica di incaricati di servizio di pubblica utilità che, ai sensi dell’art. 359  del codice penale, è attribuita a “privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato, quando dell'opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi”

L’attività di autoscuola, dunque, non si esaurisce in una mera attività imprenditoriale, legata strettamente solo alle regole del mercato, ma attiene alla delicata fase di formazione dei conducenti di veicoli a motore. E se – come è vero – detta formazione ha evidenti rilievi, in particolare,  ai fini della sicurezza della circolazione stradale, è importante assicurare che le autoscuole operino in modo da assicurare alla collettività, un servizio che garantisca una formazione dei conducenti accurata ed adeguata.

            E’ evidente, allora, che chi vuole ricevere una più adeguata e approfondita istruzione automobilistica debba rivolgersi a una struttura che abbia strutture, veicoli, conoscenze, competenze e attitudine necessarie non solo a fornire nozioni in materia di circolazione stradale, ma a sensibilizzare i futuri conducenti ad adottare stili di vita – ancor più che di guida – che consentano, a tutti di godere di una mobilità sostenibile.

Questo è il motivo per cui il legislatore ha regolamentato in maniera rigorosa e puntuale l’attività delle scuole stesse, ciò, soprattutto, a garanzia del buon servizio reso all’utenza e della già rilevata implicazione sociale connessa al servizio stesso.

            Non è infatti pensabile di affidare l’attività di istruzione di guida ad improvvisatori, che non offrono, per mancanza di mezzi e di idonea preparazione, sufficienti garanzie di un corretto operare.

Certamente la normativa in materia di autoscuola, essendo particolarmente articolata, non è di facile interpretazione e pone spesso, tanto a coloro che esercitano una scuola per conducenti, quanto ai soggetti pubblici competenti a vigilare o interagire con essi, difficoltà di corretta, uniforme ed omogenea applicazione. Da qui la necessità di individuare le aree di maggiore criticità e cercare di dare una risposta coerente e convincente.

Francesco Foresta