Capitolo 8 Centri di istruzione automobilistica

  1. Un’autoscuola avente sede in una provincia limitrofa a quella in cui ha sede il centro di istruzione automobilistica può aderire a quest’ultimo?

L’art. 7, comma 2, del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione del 17 maggio 1995, n. 37 prevede espressamente che il consorzio è costituito esclusivamente da autoscuole che “hanno  sede  nella  medesima provincia ove è ubicato il  centro  di  istruzione,  fatta salva l'ipotesi di autoscuole aventi sede in  comuni  appartenenti  a province diverse, purché' limitrofi al comune in cui  e'  ubicata  la sede del centro stesso”.

La norma suindicata pone uno stretto criterio di territorialità tra il centro di istruzione automobilistica e le autoscuole che ad esso afferiscono, non derogabile anche nell’ipotesi di un’autoscuola che ha ottenuto l’autorizzazione ad operare presso un Ufficio Motorizzazione civile diverso da quello che ha competenza per la provincia in cui ha sede l’autoscuola stessa.

  1. Il rilascio del provvedimento di riconoscimento di un centro di istruzione automobilistica è subordinato al rilascio della capacità finanziaria da parte del consorzio?

            L’art. 123, comma 5, del codice della strada, nonché l’art. 2 del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 17 maggio 1995, n. 317, prevedono che la capacità finanziaria deve essere dimostrata solo dalle persone fisiche e giuridiche che intendono avviare ovvero esercitano attività di autoscuola.

             Dette norme non prevedono che i centri di istruzione automobilistica, costituiti dai consorzi di autoscuole ai sensi dell’art. 123, comma 7, del codice della strada, debbano dimostrare alcuna capacità finanziaria.

  1. La sede del centro di istruzione automobilistica può coincidere con la sede di un’autoscuola?

Il paragrafo 4 della circolare del Direttore Generale per la Motorizzazione 6 febbraio 1996, n. 17, prevede espressamente che “i locali del centro di istruzione devono avere una configurazione autonoma e non può essere utilizzata la sede di un’autoscuola”.

  1. Un’autoscuola avente sede in una provincia differente da quella presso cui ha sede il centro di istruzione automobilistica formato dal consorzio di cui fa parte la predetta autoscuola, presso quale Motorizzazione civile un’autoscuola può presentare le pratiche dei propri allievi?

Un’autoscuola che aderisce ad un consorzio formato da autoscuole di provincia limitrofa, nei casi in cui la norma lo consente (salvaguardia di diritti acquisiti, istituzione di nuove province, autoscuole autorizzare ad operare presso un Ufficio Motorizzazione civile di provincia differente, autoscuole aventi sede in comuni limitrofi al comune (di provincia limitrofa) presenta le pratiche dei propri allievi presso l’Ufficio Motorizzazione civile competente per territorio.

Gli allievi che l’autoscuola demanda al centro di istruzione automobilistica di provincia limitrofa sono presentati agli esami, dal centro stesso, presso l’Ufficio Motorizzazione civile nel cui ambito territoriale ha sede il centro. In quest’ultimo caso, trova applicazione il disposto di cui alla circolare prot. B7132/60D3 del 20 settembre 1995.

  1. I candidati al conseguimento di patente di guida possono iscriversi direttamente al centro di istruzione automobilistica?

L’art. 7 del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 17 maggio 1995, n. 317 vieta l’iscrizione degli allievi direttamente al centro di istruzione automobilistica.

Questi devono iscriversi presso una delle autoscuole consorziate che, successivamente, procederà al conferimento degli allievi stessi al centro di istruzione.

  1. Un consorzio di autoscuole può costituire due centri di istruzione automobilistica in due province differenti

L’art. 7, comma 2, del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione del 17 maggio 1995, n. 37 prevede espressamente che il consorzio è costituito esclusivamente da autoscuole che “hanno  sede  nella  medesima provincia ove è ubicato il  centro  di  istruzione,  fatta salva l'ipotesi di autoscuole aventi sede in  comuni  appartenenti  a province diverse, purché  limitrofi al comune in cui  è  ubicata  la sede del centro stesso.”

Alla luce di questa norma non è ammissibile che un consorzio di autoscuole costituisca due centri di istruzione in due province differenti.

  1. In caso in caso di suddivisione territoriale per istituzione di nuova provincia, un’autoscuola che viene a trovarsi in provincia diversa da quella in cui ha sede il centro di istruzione automobilistica cui aderisce, deve cessare di aderire a questo?

Un’autoscuola che si trova in una provincia di nuova istituzione, non può vedere pregiudicato il diritto, già maturato, di essere consorziata al predetto centro. Infatti, una nuova norma, quale quella che istituisce nuove province, non può incidere sulla situazione soggettiva già maturata in capo ad un’autoscuola di mantenere l’adesione al centro di istruzione automobilistica che, a seguito di una suddivisione territoriale, viene a trovarsi in altra provincia.

  1. Un’autoscuola può aderire a più consorzi che hanno formato diversi centri di istruzione automobilistica?

Né le disposizioni del codice civile (artt. 2602 e seguenti), né norme del codice della strada impediscono ad un’autoscuola di partecipare a più consorzi. Eventualmente l’atto costitutivo di un consorzio può prevedere limitazioni in tal senso, ma tale previsione è rimessa alla piena libertà negoziale dei singoli consorziati.

  1. Il consorzio che istituisce un centro di istruzione automobilistica deve avere la proprietà dei veicoli utilizzati dal centro stesso?

L’art 7, comma 4, del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 17 maggio 1995, n. 317 stabilisce che nella dichiarazione di inizio di attività inviata alla provincia dal consorzio che ha costituito il centro di istruzione automobilistica, deve essere indicato, tra l’altro, quali veicoli sono utilizzati dal centro stesso.

I veicoli delle categorie AM, A1, A2, A, C, CE, D e DE devono essere posseduti dal consorzio nelle forme stabiliti dall’art. 7 bis del D.M. 317/1995 e, cioè, in proprietà, in leasing o con noleggio a lungo termine secondo le modalità di cui all’art. 94, comma 4bis, del codice della strada. I veicoli delle categorie B(96), BE, B speciale C1, C1E D1, D1E possono anche essere dati in disponibilità al consorzio.

  1. Il legale  rappresentante del centro di istruzione automobilistica deve essere dipendente del consorzio?

L’art. 7, comma 4, del D.M. 317/1995 non prevede che detto responsabile debba essere un dipendente del consorzio, ma stabilisce esclusivamente che deve essere in possesso dei requisiti analoghi a quelli richiesti per i titolari di autoscuola, così come previsto dall’art. 123 del codice della strada, ad eccezione della capacità finanziaria. La disposizione normativa non esclude, dunque, che a ricoprire tale incarico possa essere il titolare di un’autoscuola consorziata.

  1. Le autoscuole di “tipo b” possono iscrivere allievi che intendono conseguire patenti di categorie “superiori” e poi conferire gli allievi stessi al centro di istruzione automobilistica?

Le autoscuole che svolgono esclusivamente i corsi di cui all’art. 335, comma 10, lettera b), del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, che operavano già antecedentemente al 13 agosto 2010, non possono iscrivere allievi che intendono conseguire patenti di categorie diverse da quelle previste nella suddetta norma. Di conseguenza, tali autoscuole possono aderire ad un consorzio formato anche da autoscuole di “tipo a”, ma al relativo centro di istruzione automobilistica possono conferire esclusivamente allievi che intendono conseguire le patenti di guida delle categorie AM, A1, A2 e A.

  1. Un’autoscuola di “tipo b” che, aderendo ad un consorzio, intende svolgere corsi per il conseguimento di tutte le categorie delle patenti di guida, deve inoltrare dichiarazione di inizio attività alla provincia competente?

Il titolare di autoscuola con insegnamento limitato, ai sensi dell’art. 335, comma 10, lettera b), del codice della strada, può trasformare la scuola per svolgere corsi finalizzati al conseguimento di tutte le categorie di patenti di guida, aderendo ad un consorzio che ha istituito un centro di istruzione automobilistica e che consente, alla scuola stessa, di avere a disposizione tutti i veicoli necessari per svolgere la propria attività.

            Per poter estendere la propria attività, il titolare dell’autoscuola deve presentare, alla competente provincia, nuova dichiarazione di inizio di attività, dimostrando di essere in possesso di tutti i requisiti soggettivi ed oggettivi, previsti dalle norme vigenti.

  1. Le autoscuole che aderiscono ad un consorzio possono demandare al relativo centro di istruzione automobilistica le esercitazioni di guida per il conseguimento di tutte le categorie di patente?

Le autoscuole che aderiscono ad un consorzio possono demandare al centro di istruzione automobilistica costituito dal consorzio medesimo le esercitazioni pratiche per il conseguimento di tutte la categorie di patente di guida, ad eccezione di quelle relative al conseguimento della categoria B.

  1. Le autoscuole che aderiscono ad un consorzio il cui centro di istruzione automobilistica svolge sia le lezioni teoriche che pratiche per il conseguimento di tutte le categorie di patente (ad eccezione della categoria B) possono svolgere presso la loro sede le lezioni di teoria, senza quindi demandarle al centro di istruzione?

            Le lezioni di teoria utili per il conseguimento di tutte le patenti di guida possono essere svolto presso la sede dell’autoscuola, anche se questa aderisce ad un consorzio il cui centro di istruzione automobilistica svolge si le lezioni teoriche che pratiche per il conseguimento di tutte le categorie di patente. Ovviamente, la predetta autoscuola deve disporre del materiale didattico richiesto dall’art. 5 del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 17 maggio 1995, n. 317.

  1. Le autoscuole consorziate possono demandare al centro di istruzione automobilistica solo allievi che devono seguire esclusivamente corsi teorici, oppure solo allievi che devono seguire unicamente la parte pratica?

Ai sensi del comma 7 dell’art. 123 del codice della strada, le autoscuole consorziate possono demandare al centro di istruzione automobilistica sia allievi che devono seguire esclusivamente corsi teorici, sia allievi che devono seguire la sola parte pratica, sia allievi che devono svolgere, cumulativamente, corsi teorici e pratici, con esclusione dei corsi per il conseguimento della patente di guida della categoria B (eccetto la B speciale) che devono essere svolti presso l’autoscuola stessa.

  1. Un’autoscuola di “tipo b” che, dopo aver aderito ad un centro di istruzione automobilistica, è divenuta di “tipo a”, può, recedendo dal consorzio, ridivenire nuovamente di “tipo b”?

Un’autoscuola di “tipo b” che, dopo aver aderito ad un centro di istruzione automobilistica è divenuta di “tipo a”, non può, recedendo dal consorzio, limitare nuovamente la sua attività solo ai corsi di cui all’art. 335, comma 10, lettera b), del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada.

A ciò osta la norma di cui all’art. 123, comma 7, del codice della strada che stabilisce che le autoscuole devono svolgere l’attività di formazione dei conducenti per il conseguimento di patente di qualsiasi categoria, fatti salvi, ovviamente, i diritti acquisiti dalle autoscuole di “tipo b”, che svolgevano la loro attività anteriormente al 13 agosto 2010 e non hanno mutato la loro titolarità.

                                              

  1. Un’autoscuola può aderire ad un consorzio formate da autoscuole di una provincia limitrofa?

             L’art. 7, comma 2, del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 17 maggio 195, n. 317 stabilisce che ad un consorzio possono aderire solo autoscuole che hanno sede nella medesima provincia, fatta salva l'ipotesi di autoscuole aventi sede in comuni appartenenti a province diverse, purché limitrofi al comune in cui è ubicata la sede del centro di istruzione automobilistica formato dal predetto consorzio.

  1. Un consorzio che ha istituito più centri di istruzione automobilistica può utilizzare gli stessi veicoli tra i vari centri?

            L’art. 7 bis, comma 7 del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 17 maggio 1995, n. 317, così come modificato dall’art. 1 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 12 marzo 2015, n. 46 consente, ad un consorzio che ha istituito più centri di istruzione automobilistica di utilizzare i veicoli per le esercitazioni e gli esami tra i diversi centri di istruzione.

  1. Qualora un centro di istruzione automobilistica resti sprovvisto e non sostituisca in tempo congruo uno o più veicoli necessari per svolgere le esercitazione e gli esami, le autoscuole consorziate possono essere sanzionate con la revoca dell’autorizzazione?

L’autoscuola, ai sensi dell’art. 123, comma 7 del codice della strada e dell’art. 335, comma 11, del regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada, deve possedere i veicoli corrispondenti alle categorie di patente per le quali è autorizzata. Aderendo ad un centro di istruzione automobilistica, la predetta autoscuola demandare, integralmente o parzialmente, al centro di istruzione automobilistica la formazione dei conducenti per il conseguimento di tutte le categorie di patenti, anche speciali, fatta eccezione per quella di categoria B, e dei documenti di abilitazione e di qualificazione professionale . In tal caso le dotazioni complessive, in personale e in attrezzature, dell’ autoscuola può essere adeguatamente ridotta.

Nel caso in cui il centro di istruzione cui ha aderito l’autoscuola resti sprovvisto di un veicolo, e non si provvede, nel termine assegnato dalla provincia al suo reintegro, tale autoscuola può essere sanzionata, ai sensi dell’art. 123, comma 9, lettera b) del codice della strada, perché, evidentemente, è venuta meno la sua attrezzatura”tecnica e didattica”.

  1. Il consorzio deve comunicare alla provincia competente, tutti i nuovi ingressi o i recessi delle autoscuole dal consorzio stesso?

Per poter procedere al riconoscimento dei centri di istruzione automobilistica i consorzi, ai sensi dell’art. 7 del D.M. 317/1995, devono comunicare, tra l’altro, alla provincia territorialmente competente,“la denominazione delle autoscuole aderenti”. Qualora il consorzio non proceda ad effettuare tale comunicazione, le autoscuole aderenti, ma che non sono iscritte nel provvedimento di riconoscimento del centro di istruzione, non possono iscrivere allievi per il conseguimento delle abilitazioni  demandate al centro stesso. Inoltre, al caso di specie sembra applicarsi la sanzione prevista dall’art. 123, comma 9, lettera b), del codice della strada.